• Diritti e rovesci

Canada, multato per aver usato pronomi "sbagliati"

Canada. Condanna di 30mila dollari per un ristoratore perchè non si rivolgeva ad una dipendente trans con pronomi non binari, ossia occorreva rivolgersi a lei non usando nè i pronomi femminili nè quelli maschili, ma usando il “loro” che è di genere grammaticale neutro.

Il giudice ha così motivato la sentenza: i dipendenti “hanno il diritto a un posto di lavoro libero da discriminazioni. I dipendenti trans hanno diritto al riconoscimento e al rispetto della loro identità ed espressione di genere. Questo inizia con l'uso corretto dei loro nomi e pronomi. Come il nome – ha affermato il tribunale - i pronomi sono una parte fondamentale dell'identità di una persona”.

Lo scrittore canadese Tanner Hnidey ha così commentato la sentenza: questa decisione è “un rifiuto della verità oggettiva e un'inquietante restrizione della libertà di parola. Una cosa è che una persona pensi di essere un genere diverso da quello che è in realtà. Una cosa è che un uomo creda di essere plurale quando in realtà è singolare. Un'altra cosa è costringerci a credere ciò che un altro crede; costringerci a dire ciò che altri vogliono che noi diciamo. E questo è precisamente ciò che il tribunale dei diritti umani ha stabilito. Siamo ad un punto della storia – ha affermato - in cui non solo di nega la realtà oggettiva e naturale, ma si pretende che chiunque credi e affermi le menzogne desiderate da altri. L’unica libertà rimasta in Canada è quella di omologarsi”.