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REGNO UNITO

Aborto, nuovo caso Vaughan Spruce: in gioco è la libertà di pensiero

La direttrice di March for Life UK affronta per la terza volta un processo giudiziario per aver pregato in silenzio nei pressi di una clinica abortiva. Se condannata le conseguenze sarebbero gravi per tutti: lo Stato verrebbe autorizzato a disciplinare le menti.

Libertà religiosa 07_02_2026 English

Non c'è fine alla persecuzione giudiziaria di Isabel Vaughan-Spruce, la 48enne attivista cattolica britannica pro-vita. I lettori della Bussola Quotidiana la conoscono bene, per essere stata vittima nel 2023 di due tentativi da parte della polizia del West Midlands e della Procura della Corona (CPS) di incriminarla per aver pregato in silenzio in un'area soggetta a un ordine di protezione dello spazio pubblico (PSPO) locale.

Ora la polizia ci prova ancora. Dopo non essere riusciti per due volte a formulare accuse contro di lei in base alle restrizioni locali sulle zona cuscinetto, stanno ora tentando di incriminarla in base alla legge nazionale sull'ordine pubblico approvata nel 2023. E con questo la Vaughan-Spruce è la prima persona ad essere accusata in base al Public Order Act (POA), che ha introdotto zone cuscinetto a livello nazionale intorno a tutte le cliniche abortive del Regno Unito. Il suo presunto reato è sempre lo stesso: pregare in silenzio all'interno della zona cuscinetto di una clinica abortiva. La pena per questo reato è una multa illimitata a discrezione del giudice.

Il 29 gennaio, la Vaughan-Spruce è stata convocata presso il tribunale di Birmingham per fornire i suoi dati personali e fare la propria dichiarazione (si è dichiarata “non colpevole”). L'accusa contro di lei risale al dicembre 2025 per essersi trovata cinque volte vicino alla clinica abortiva Robert Clinic di Birmingham tra giugno e novembre dello stesso anno. La sezione 9 del POA, entrata in vigore il 31 ottobre 2024 per l’Inghilterra e il Galles, ha reso reato per una persona che si trova nel raggio di 150 metri da una clinica abortiva influenzare, ostacolare o molestare chiunque acceda alla struttura.

Paradossalmente, nel caso contro la Vaughan-Spruce non viene denunciata alcuna molestia di questo tipo. Quando è comparsa davanti al tribunale di Birmingham, la direttrice di March for Life UK ha dichiarato di essersi semplicemente fermata in una strada pubblica e di aver pregato in silenzio. «Non ho esposto cartelli, non ho parlato con nessuno, non ho distribuito volantini né interagito in alcun modo con nessuno - ha affermato -. Stare in piedi non è un reato. Il silenzio non è un reato. Pensare non è un reato».

La Vaughan-Spruce è entrata in conflitto con la Robert Clinic e la polizia locale da quando ha iniziato a fermarsi settimanalmente per un’ora o due a pregare fuori dalla struttura, dopo che l'area è stata sottoposta a un PSPO. La Vaughan Spruce ha dichiarato alla Bussola che, a parte il direttore della clinica, che in diverse occasioni è venuto a minacciarla di chiamare la polizia per allontanarla, nessun altro si è lamentato. «Le persone entrano ed escono dalla clinica senza nemmeno notarmi; per loro sono solo una donna che guarda il suo telefono», ha detto.

Tutti gli occhi sono ora puntati sul giudice Tanwer Ikram per vedere come affronterà questa patata bollente. Durante l'udienza di 20 minuti, ha respinto la richiesta della CPS di un processo di cinque giorni riducendolo a tre giorni a partire dal 6 ottobre, poiché i fatti relativi al caso non sono stati contestati: Isabel Vaughan-Spruce non nega di essersi trovata in una zona cuscinetto. Per lo stesso motivo, ha rifiutato la deposizione di cinque testimoni dell'accusa in quanto non necessari.

Ancora una volta a difendere l’attivista pro-life e a fornirle assistenza legale sarà il gruppo Alliance Defending Freedom International (ADF). Per l’ADF l'accusa esula dall'ambito di applicazione della legge sulla zona cuscinetto e viola il suo diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione ai sensi dell'articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Ricordiamo che ADF International ha difeso con successo la Vaughan-Spruce nel 2023, quando è comparsa davanti alla Corte di Birmingham in febbraio insieme al sacerdote cattolico padre Sean Gough. Allora la CPS ritirò in tribunale le quattro accuse di mancato rispetto di un PSPO. È stata poi nuovamente arrestata più tardi nello stesso anno, il che ha portato a una lunga indagine della polizia. Nell'agosto 2024, la Vaughan-Spruce ha ottenuto un risarcimento di 13.000 sterline dalla polizia del West Midlands dopo che lei aveva denunciato l’illegittimità dei suoi precedenti arresti.

Al contrario, l'accusa sostiene che la presenza silenziosa della Vaughan-Spruce costituisca un'influenza, come definito dalla legislazione sulla zona cuscinetto. Si tratta di una novità giuridica per i tribunali britannici. Tradizionalmente, la legge britannica ha regolamentato il comportamento, non le convinzioni. In questo caso, tuttavia, alla legge viene chiesto di giudicare le presunte intenzioni  interiori della Vaughan-Spruce piuttosto che le sue azioni esteriori. La criminalità o meno della sua azione sarà dedotta dal suo silenzio e dalla sua presunta intenzione.

Per questo motivo, il caso della Vaughan-Spruce ha conseguenze importanti che vanno oltre la sua vicenda personale. In effetti il caso non riguarda l'aborto. Riguarda piuttosto il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di espressione. Una società che controlla i pensieri interiori non protegge le libertà fondamentali. Il giudice in sostanza deve decidere se la legge debba disciplinare le menti oltre alle azioni e se lo Stato debba proteggere il pluralismo o imporre la conformità ideologica.

Inoltre, tale legislazione comporta il rischio di un'applicazione incoerente e arbitraria, minando così lo stesso Stato di diritto che intende proteggere. Oggi si tratta delle preghiere nei pressi di una clinica abortiva, domani potrebbe trattarsi di dissenso vicino a un altro luogo politicamente sensibile. Un verdetto di colpevolezza rappresenterebbe un cambiamento preoccupante nella legislazione britannica e un'espansione senza precedenti del potere statale.

 

 



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